Poteva andare meglio
...ma il meglio deve ancora venire.




Storie di bellezza, a Spazio Europa.
Alla fine di ogni evento c’è sempre un piccolo caos da rimettere in ordine.
Le sedie disallineate, le tazze di caffè lasciate sui tavolini, i post-it con i pensieri scartati.
Raccogli i badge dimenticati, pieghi i roll-up, “ma questo cavo di chi è?”.
E poi, all’improvviso, il silenzio.
Resti lì un attimo a guardare la sala semivuota, con un sorriso appena accennato che si nasconde, retaggio di una sindrome dell’impostore che a volte si ripresenta senza invito. Come gli ex. Come i venditori dei depuratori d’acqua.
Ti chiedi se è andato tutto bene.
Chissà se vi siete dimenticati qualcosa, chissà se sono stati tutti soddisfatti, chissà se poteva andare meglio.
Ripassi mentalmente la scaletta: il panel, la plenaria, le masterclass, la cerimonia.
Ti viene in mente il microfono che fischia all’improvviso, un ritardo di cinque minuti, una slide saltata, e pensi che sì, si poteva fare meglio.
E poi, nei giorni successivi, arrivano i messaggi. Le mail. I “grazie”, gli “a presto”, i “non pensavo mi avrebbe toccato così”.
E capisci che anche se si poteva fare meglio, il meglio, in realtà, non è ancora successo.
Perché il meglio arriva dopo.
Quando gli sguardi che hai incrociato diventano messaggi, quando una frase ascoltata per caso diventa un’idea, quando capisci che qualcosa, da quella giornata, ha cominciato a muoversi.
Non lo puoi pianificare, non lo puoi mettere nel programma.
Succede e basta.
Come è successo con il nostro Erasmus Beautiful Day 2025. Un evento che è durato una giornata, ma che aveva la densità di un mese.
Abbiamo aperto la mattina con un panel dedicato a Erasmus+ e alla formazione permanente, insieme alle Ambasciatrici Annabella Di Finizio, Maria Teresa Caccavale ed Eleonora Perotti. Tre sguardi diversi e una convinzione comune: che la mobilità, l’inclusione e la bellezza dell’apprendere siano tra gli strumenti più potenti per generare cambiamento. Erasmus+, infatti, non è soltanto un programma di mobilità: è una vera e propria comunità di apprendimento che attraversa generazioni, contesti e territori diversi, apre la mente e arricchisce la vita.
Poi è arrivata la masterclass del prof. Marco Dallari, che ci ha riportati all’infanzia, a quel momento in cui imparare e meravigliarsi erano la stessa cosa.
Quarantacinque minuti di silenzio attento, pieno di occhi che si accendevano a ogni parola.
A seguire, la cerimonia degli Ambasciatori di Bellezza, uno dei momenti più emozionanti: insegnanti, educatori, professionisti che portano ogni giorno la Pedagogia del Bello nei propri contesti.
Il pomeriggio è stato il turno della Plenaria della Pedagogia del Bello, un vero e proprio laboratorio collettivo. Un esperimento di co-progettazione ispirato al Parlamento Europeo, dove i nostri “Commissari del Bello” hanno guidato gruppi di lavoro per trasformare principi educativi in idee reali da applicare nelle scuole e nei territori.
E poi la seconda masterclass, quella del prof. Roberto Travaglini, che ha chiuso la giornata ricordandoci che la bellezza si disegna, si allena, si scrive, si nutre, si impara a riconoscere, proprio come un linguaggio.
E ci siamo anche divertiti con il Gioco delle Missioni: prove, selfie, carte del futuro, risate.
E tra una story e un bollino colorato, qualcuno ha vinto davvero e il mese prossimo partirà per una formazione Erasmus+ in crociera (Stay Tuned!).
Mentre chiudevamo le porte di Spazio Europa, sapevamo già che quella giornata non era un punto d’arrivo, ma l’inizio di qualcosa di più grande.
Nel 2026, il nostro Erasmus Beautiful Day si trasforma nel primo Festival della Pedagogia del Bello: un evento più ampio, corale, dove educazione, arte e progettazione si incontreranno ancora una volta per costruire bellezza insieme.
I biglietti early bird sono disponibili qui su Eventbrite
È un ticket simbolico, ma vale come promessa.
Non abbiamo definito ancora i dettagli di tutti i momenti che comporranno il Festival, ma se ci leggi e ci segui sai già l’essenziale: sai cosa significa essere parte di un nostro evento, sai il valore delle persone che incontri con noi.
Se ti fidi di noi, e delle parole di chi c’era, ti assicuriamo che sarà memorabile.



Storie di progetti, a Storytelling Festival
Dopo poco più di una settimana dal nostro Erasmus Beautiful Day, eravamo nel luogo dove finiscono le storie più belle e iniziano i progetti.
Abbiamo accolto la sfida di portare la progettazione europea sul palco dello Storytelling Festival, dove le storie si incontrano, si intrecciano e, a volte, cambiano direzione.
Abbiamo raccontato che, nel nostro lavoro, lo storytelling non arriva alla fine per incipriare un progetto, ma c’è sin dall’inizio.
Perché ogni nostro progetto europeo, prima di essere declinato in un impeccabile successione di working packages, nasce da una storia.
Una storia che chiede ascolto, un bisogno a volte sussurrato, altre volte urlato, una scintilla che ti resta in testa finché non la metti su carta.
E le abbiamo raccontate alcune di queste storie: MAV, Adaptify, Resilient Europe, LED…
E per dimostrarlo abbiamo fatto quello che ci riesce meglio: progettare.
Nel nostro workshop di co-progettazione “Generazione Erasmus”, un gruppo di ragazzi curiosi e pieni di scintille ha lavorato con noi per iniziare un lavoro di trasformazione di un bisogno in una proposta, un’intuizione in un’idea di progetto concreta.




Saluti - e idee - da Bari!
In ogni bag abbiamo messo una cartolina.
Gli organizzatori del Festival avevano inserito anche LA penna.
L’invito a scrivere è servito.
Sul fronte, la cartolina mostrava Bari, una città che attira, accoglie, ispira.
Sul retro, uno spazio intimo, discreto, da riempire con una storia, un’intuizione, un’idea che non ti lascia in pace.

Se vuoi farlo anche tu, puoi scriverci la tua idea su una cartolina digitale.
Bastano poche righe per raccontare un’idea, un bisogno, una storia che ti piacerebbe cambiare.
Noi siamo qui per leggerla, e magari per trasformarla insieme.
Aggiornamenti, novità e opportunità
Up2neb: training gratuito disponibile online
Durante le ultime settimane, i partner europei di UP2NEB hanno presentato il nuovo Training Programme, un percorso formativo costruito sui principi del New European Bauhaus.
Il programma guida youth worker e formatori attraverso un approccio esperienziale basato su design thinking e creatività, per aiutare i giovani a rigenerare le aree periferiche e promuovere benessere, inclusione e sostenibilità nelle proprie comunità.
Le sessioni di training, aperte e gratuite, combinano momenti di confronto, attività pratiche e esercitazioni collaborative che mettono in dialogo persone e territori.
Le registrazioni sono disponibili online:
Ciape Talks: 5 giorni di training con i Ciapini a Roma
C’è un modo diverso di imparare a scrivere progetti europei: partendo da quelli approvati che hanno già cambiato qualcosa.
I Ciape Talks nascono da qui, dall’esperienza concreta dei “ciapini”, il team che da oltre vent’anni porta avanti Erasmus+ con approcci nuovi, accessibili e orientati alla bellezza.Non sono lezioni frontali, ma giornate modulari di formazione e co-creazione, dove ogni tema, dal design thinking alla comunicazione, dal benessere alla cittadinanza attiva, prende forma a partire da progetti approvati e reali, trasformati in casi studio e laboratori.
Ogni sessione è guidata da membri del team CIAPE e da esperti internazionali della rete Erasmus+, per accompagnare educatori, formatori e leader nel trasformare le proprie idee in esperienze europee concrete.
Un’occasione per imparare a progettare e per mettere in pratica la bellezza come metodo. Tutti i dettagli sono disponibili qui.
Il “pennello bianco”.
Nella prima puntata de Le Pennellate, avevamo promesso uno spazio dedicato alle storie degli altri in ogni newsletter, il “pennello bianco”.
Oggi lo dedichiamo ad una nostra amica, Anna Uttaro, che crede che la sostenibilità non sia (solo) un argomento da convegno, ma un modo diverso di abitare il quotidiano.
Al CPIA 4 di Roma nasce da una sua proposta, un nuovo corso per adulti: “Sostenibilità in pratica”, un percorso da 50 ore che trasforma la teoria in azione, tra film, giochi, discussioni e piccoli gesti di consapevolezza.
È pensato per chi ha voglia di capire come mangiare, vestirsi, muoversi, abitare e lavorare in modo più sostenibile, seguendo i framework europei GreenComp e LifeComp.
Non serve essere esperti: cerchiamo scettici, curiosi, persone comuni che vogliano imparare insieme, confrontarsi e mettersi in rete.
Perché la sostenibilità, come la bellezza, è una competenza che cresce solo se la pratichi.
📍 Dove: via San Martino della Battaglia 9 (Metro B Castro Pretorio)
🗓️ Quando: ogni mercoledì, ore 17.00 – 19.00
📩 Info e iscrizioni: anna.uttaro@cpiaroma.com (entro fine mese)
Alla prossima!






